Sei ancora in tempo!

Richiedi assistenza ai professionisti del settore

Obbiettivo risarcimento

Risarcimento_alloro

PIÙ DI 500 UTENTI AL MESE TROVANO IL GIUSTO RISARCIMENTO

Risarcimento incidenti stradali

Incidenti stradali

Sei vittima di un incidente stradale?
Clicca qui!

Hai fino a 5 anni per essere risarcito!

Risarcimento malasanità

Malasanità

Sei vittima di un errore medico?
Clicca qui!

Hai 10 anni per essere risarcito!

Risarcimento infortuni sul lavoro

Infortuni sul lavoro

Sei vittima di un infortunio sul lavoro?
Clicca qui!

Hai 3 anni per essere risarcito!

Risarcimento rivalsa datore di lavoro

Rivalsa datore di lavoro

Un tuo dipendente è rimasto vittima di incidente stradale?
Clicca qui!

Hai 2 anni per essere risarcito!

Malasanità: maxi risarcimenti per pazienti con Epatite C da trasfusione con sangue infetto

L'epatite C è una patologia trasmessa da un virus. Le maggiori cause di trasmissione sono dovute all'assunzione di droghe endovena, alla mancata sterilizzazione di strumentazioni mediche e soprattutto al contatto diretto con sangue infetto durante le trasfusioni.
Sono numerosissimi i casi in cui i pazienti ricoverati in ospedale entrano in contatto con sangue che contiene il virus e le conseguenze sono tutt'altro che piacevoli.
Il virus dell'Epatite C crea dei gravi danni al fegato che purtroppo non presentano sintomi nei primi periodi successivi al contagio. Solo successivamente iniziano a manifestarsi i primi problemi a carico del fegato. Il primo è la cicatrizzazione che dopo un certo tempo diventa cirrosi. Da questa si potrebbe passare ad un'insufficienza epatica, data dalla completa compromissione dell'organo, che non è più in grado di svolgere correttamente le proprie essenziali funzioni, e si potrebbe arrivare al cancro al fegato.
Tutto questo a causa di un piccolissimo essere vivente che si insinua nel fegato e inizia a moltiplicarsi inesorabilmente.
Ovviamente l'Epatite C non è una malattia che si può trasmettere in modo semplice, ma tante persone sono spesso messe a rischio di contagio. Un semplice tatuaggio o un piercing eseguiti con strumentiazioni non sterilizzate potrebbero essere anch'essi un fattore di rischio.
Il maggior numero di trasmissioni avvengono però all'interno di strutture mediche.
Questo fa riflettere su quanto sia fondamentale l'igiene in luoghi in cui, virus, batteri e ogni tipo di patogeno circolano liberamente.
Per evitare il contagio basterebbe eseguire tutte le analisi di controllo ai campioni di sangue che verranno usati per le trasfusioni e soprattutto basterebbe sterilizzare in modo accurato tutte quelle strumentazioni che entrano a contatto col sangue del paziente.
In molti casi, le persone che hanno contratto la malattia in questo modo sono state risarcite con ingenti somme di denaro per questi errori umani.
Tra i tanti troviamo il caso di una donna che nel lontano 1981 era entrata in contatto con sangue infetto dopo una trasfusione. Finalmente, dopo 32 anni di attesa, il Ministero della Salute è stato condannato dal Tribunale de L'Aquila, città in cui è avvenuta la vicenda, ad un risarcimento di circa 1 milione di euro per la donna che ha subito il danno, che però è venuta a mancare qualche tempo prima della sentenza, proprio a causa delle conseguenze della malattia e a 160.000 euro per ciascuna delle due figlie. Oltre questo il Ministero della Salute dovrà farsi carico di tutte le spese giuridiche.
Un caso analogo è quello di una donna di Agrigento che ha contratto la malattia nel 1988 a causa di una trasfusione avvenuta in un ospedale di Firenze. La donna è giunta alla morte a soli 50 anni dopo aver manifestato un tumore al fegato. Il risarcimento per le due figlie è stato di 1.438.365 euro complessivi. La difesa ha sostenuto che all'epoca dei fatti non si era a conoscenza dell'Epatite C. L'accusa ha avuto la meglio.
Un altro caso è quello di Caterina, donna palermitana deceduta nel 2004 a causa di una cirrosi epatica, che aveva subito nel 1979 una trasfusione con sangue infetto. Dopo decenni di sofferenze da parte della diretta interessata e dei suoi familiari più stretti, il Giudice Fabio di Pisa ha ordinato un risarcimento di un milione e 126 mila euro per i sette figli della donna.
Tutt'oggi il Ministero della Salute deve rispondere degli errori compiuti nelle strutture ospedaliere che possono portare conseguenze gravissime agli sfortunati pazienti.

Richiedi subito assistenza e consulenza legale per malasanità!